Premessa

EDIPO – Tragedia dei sensi per uno spettatore è lo spettacolo/manifesto di uno dei gruppi di punta della ricerca teatrale italiana di questi anni: il Teatro del Lemming.
Prodotto e realizzato per la prima volta quasi 20 anni fa a Rovigo, era il marzo 1997, lo spettacolo ha conosciuto in questi anni una vasta e ininterrotta fortuna critica. Il lavoro è stato presentato in quasi tutti i principali teatri e festival italiani ed è stato scelto, fra l’altro, a rappresentare l’Italia alle giornate italo-francesi organizzate dall’Eti e dall’ONDA a Marsiglia nel 2000.
La caratteristica del lavoro,  che tanto clamore ha suscitato negli anni, è quella di coinvolgere uno spettatore per volta e di portarlo a ri-vivere, letteralmente sul suo corpo, le tappe del mito di Edipo. Il suo coinvolgimento è personale, fisico e drammaturgico: tutti i suoi sensi sono esplosi. Lo spettatore è Edipo. La sua cecità è palesata (lo spettatore segue gran parte del percorso bendato). Da spettatore egli diventa, finalmente, attore dell’evento.

Se l’EDIPO è diventato negli anni una sorta di manifesto del gruppo è perché proponendosi come una sorta di grado zero dell’esperienza teatrale (la presenza di un solo spettatore e l’essenzialità assoluta dell’allestimento), esso riformula e risponde, con una radicalità esemplare, ad alcune necessità che attraversano molto teatro novecentesco:

  • la necessità del teatro di configurarsi per lo spettatore come una esperienza che prima che cognitiva sia profondamente emotiva e perturbante: organica;
  • praticare un teatro che non sia mera rappresentazione ma esperienza di un evento: io non assisto a qualcosa ma la vivo;
  • la necessità del teatro di rivolgersi, tanto più nell’era mediatica di oggi, non ad una massa anonima (il pubblico) ma a ciascun partecipante (lo spettatore);
  • ridefinizione perciò dei ruoli attore/spettatore, stabilendo nella loro relazione diretta il fuoco dell’esperienza;
  • sganciare lo spettatore teatrale dal ruolo voyeuristico a cui l’aveva consegnato il teatro ottocentesco, tanto più che oggi essere spettatori passivi ed impotenti è divenuto paradigma della nostra stessa condizione di cittadini;
  • eludere perciò la passività dello spettatore, renderlo attore dell’evento: qui allo spettatore è consegnato, addirittura, il ruolo del protagonista;
  • rimettere in gioco, così, oltre al corpo dell’attore anche il corpo dello spettatore: da cui la dimensione fortemente sensoriale dell’esperienza – non solo vista ed udito, ma anche olfatto, gusto e tatto. Tutti i cinque sensi entrano in sinestesia a dar luogo ad una drammaturgia dei sensi;
  • rendere l’evento teatrale irripetibile, unico e personale per ciascun spettatore partecipante;
  • la necessità di tornare, rispetto alla spettacolarizzazione dilagante, al significato rituale, sacro e di conoscenza che è anche il tratto fondativo dell’esperienza teatrale;
  • ritornare ad una pratica teatrale originaria che sappia iniziare le persone a divenire cittadini del mondo;
  • pensare alla pratica dell’attore come ad un dono d’amore verso lo spettatore, con tutta la messa in gioco, il denudamento reciproco ed il rischio strutturale che questa offerta comporta;
  • ridefinizione dello spazio teatrale: lo spettacolo non è più davanti a me, ma esso mi circonda, mi sovrasta, mi abita, ed io lo vivo come un mondo dentro cui sono precipitato;
  • ridefinizione del tempo dell’esperienza: esso ha inizio per lo spettatore dal momento in cui si prenota e si dilata dopo il lavoro nella lunga inevitabile elaborazione che segue.

L’EDIPO del Lemming concretizza tutte queste questioni e le rende presenti nell’evento nel corpo dello spettatore.

EDIPO prevede l’accesso di uno spettatore alla volta. Può essere replicato un massimo di dieci volte al giorno. Coinvolge sei attori. Durata di ogni singolo evento: 30 minuti.
Qualunque spazio può divenire il luogo dell’EDIPO. L’unica necessità è quella di essere perfettamente oscurato. In questi anni EDIPO è stato realizzato in 90 luoghi diversi, per 500 giorni di permanenza e 5.000 repliche complessive: pari, appunto, a  5.000 spettatori coinvolti.
Il progetto –  di cui quella di Vicenza costituisce la terza tappa (la prima si è svolta a Venezia nel 2011 e a la seconda per il Bassano Opera Festival nel 2012) – intende coinvolgere e  preparare 20 giovani attori, dividerli in 3 gruppi, guidati ciascuno da un attore del Lemming, e presentare un EDIPO in 3 luoghi diversi di Vicenza in contemporanea per 10 giorni consecutivi. Pur essendo un lavoro pensato per un solo spettatore partecipante l’evento finirà così per coinvolgere 300 spettatori  della città in un progetto che ha, da un lato, il carattere di una straordinaria occasione pedagogica e, dall’altro, la forza di configurarsi come un evento spettacolare di sicuro interesse e risonanza.

 Gli aspetti Pedagogici del Progetto

  • Il Progetto conduce per una volta 20 allievi di teatro ad avere un’esperienza teatrale diretta, attraverso la guida di un gruppo di punta della ricerca teatrale italiana e attraverso la pratica attiva di un lavoro spettacolare particolarmente importante e significativo per la storia del teatro di questi anni. Non si tratta di uno studio finale di un laboratorio ma di un confronto con una drammaturgia compiuta ed esemplare.
  • I 20 ragazzi coinvolti faranno esperienza, in nuce, di un vero processo produttivo che li porterà alla consapevolezza della complessità del lavoro di un attore teatrale.
  • L’esperienza sarà documentata attraverso le riflessioni e diari di lavoro degli allievi e degli spettatori e condurrà alla pubblicazione di questi testi sul sito www.edipodeimille.it

 Gli aspetti spettacolari del Progetto

  • Un lavoro dedicato ad un singolo spettatore partecipante e che finisce per coinvolgere 300 spettatori in 3 spazi diversi di una città, a fronte dell’impegno organizzativo garantisce una forte visibilità sul territorio, innanzitutto come ritorno di immagine e di funzione pervasiva e formativa anche nei confronti del pubblico della propria città.

 Le tappe di realizzazione del Progetto

       1. Preparazione Laboratoriale:

E’ funzionale al progetto la realizzazione di due Laboratori propedeutici al lavoro del Lemming di tre giorni ciascuno. Ognuno di questi laboratori (sei ore giornaliere) sarà aperto a 20 allievi.  Al termine dei due laboratori saranno selezionati, in base all’attitudine personale rispetto al lavoro attoriale richiesto, 20 allievi. I laboratori saranno condotti dal regista Massimo Munaro.  I laboratori si svolgeranno ad AB23.

2. Preparazione drammaturgica:

Sono necessari per questa fase 5 giornate di lavoro. I 20 allievi/attori scelti  saranno divisi in 3 gruppi di 6 attori ciascuno. Ogni gruppo preparerà autonomamente la partitura drammaturgica del lavoro e la proverà su altri allievi. Per la sua preparazione è necessario che ogni allievo viva almeno una volta da “spettatore” l’esperienza di EDIPO. Il lavoro sarà condotto dal regista Massimo Munaro coadiuvato da tre attori del Lemming.

3. Lo spettacolo

Sono necessari 3 giorni di allestimento e di prove nello spazio della rappresentazione a cui seguiranno i 10  giorni di rappresentazione,  e poi un ultimo giorno per effettuare lo smontaggio nei vari spazi e per un momento di confronto con gli allievi/attori coinvolti. Ognuno dei tre gruppi sarà guidato da un attore del Lemming.
Durata di una giornata di rappresentazione: 6 ore. Repliche ogni 35 minuti a partire dalle 18.

4. Gli spazi dello spettacolo

EDIPO permette la sua  perfetta realizzazione anche e soprattutto in spazi non teatrali.
A Vicenza gli spazi deputati all’evento sono: AB23, Palazzo Cordellina e la Basilica Palladiana.

5. Conversazioni sceniche

Progetto si concluderà con una giornata di Conversazioni sceniche sull’EDIPO a cui saranno invitati i 300 spettatori ed il pubblico della città. Le Conversazioni, anatomia drammaturgica dell’EDIPO, saranno condotte dal regista e dai 3 attori del Lemming.

        Conversazioni sceniche:

Edipo 100 Vicenza cartolinaedipo 100 vic retro cartolina

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